PUNTATA 2
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A CACCIA DI ZZOCCOLE
ATTENZIONE, ANNUNCIO IMPORTANTE: il testo che stai per leggere è stato scritto da una mente malata come la mia e cosa più importante è stato scritto senza seguire alcuna scaletta poichè mentre scrivo invento. Se non ti dovesse far ridere, scrivilo pure, non mi offendo, ma tua madre avrà una bella sorpresa, stasera.È una bella mattina soleggiata, a Fankàz. Al e Mir, dopo aver fatto un giro al bar centrale ad estorcere qualche bombolone alla crema, si dirigono con le loro mitiche Grazielle verso un boschetto. Dopo aver preso un sentierello pieno di aghi di pino (Scotto), intravedono un fuocherello. Pensando che si trattasse di un piromane intento a dar fuoco a quel boshchètto, si avvicinano al falò per dar manforte al delinquente.
“Al, guarda! Un falò! Hai con te la benzina?”
“Certo Mir, la tengo sempre dentro a una boccietta…Sai, non si mai che capiti qualche incendio in Comune, e allora non vorrei essere sprovvisto…”
“Dai, non fare il coglione e tira fuori sta cazzo di boccetta”. Al obbedì e iniziò a slacciarsi i pantaloni. Mir sbottò: “Ma che minkia fai? Non è il momento di strozzare il tuo pisellino lesso!”.
“Ma cosa dici, Mir?! Qui dentro c’è la mia riserva di benzina! La tengo lì in una boccietta a forma di cazzo, così sembra sempre che ce l’abbia duro, ma invece è sempre a riposo… Sono intelligente o no?!”
“Sì, intelligente come Bin Laden da Mc Donald’s che ordina un Cheesebuger…Spero solo per te che quel cazzetto pieno di benzina non entri in una donna focosa, sennò altro che incendio di Londra ahuahauahahau…”
“Ok Mir, ora basta. E...un attimo ancora...ecco sto estraendo, eh!...ah…fatto! Ecco a te!”
“Penso proprio che tu ti stia sbagliando…chissà quanti culi pelosi ha visto quella boccettina…vai tu, idiota.” E si rimisero in sella alle loro grazielle. Man mano che si avvicinavano, invece di vedere qualche bruto che recitava preghiere sataniche davanti al fuoco che divampava, intravedevano solo capelli lunghi, minigonne e tanto odore di clitoride. “Mir guarda, un covo di bottane!”. “Ma che pensi che facciano lì?! Non dovrebbero stare sulla strada a lavorare? È proprio vero che c’è crisi, eh!”
“Ma che cazzo dici! Andiamo a vedere.” E i nostri intrepidi eroi si avvicinano finchè le ragazze si girano e impaurite iniziano ad urlare: “Chi sei voi? Noi stiamo riposanto, che volete da noi? Noi non potere soddisfare fostri cincilli, siete troppo picòli!”
“Ma che cazzo dici, bottana! – esclamò Al – Pensavamo solo foste dei piromani, ma l’unica cosa che va a fuoco è il vostro buco del culo…Andiamocene Mir”
I due malviventi viventi si allontanarono, ma a Mir saltò in mente un’idea. “Senti qua, Al, fai così. Prendi il cazzetto pieno di benzina e facci un buchino. Ora ci apposteremo dietro quell’albero e lanceremo il cazzetto in mezzo a quelle svernicia cazzi. Il loro istinto le porterà a ficcarsi la boccietta nel culo infiammato e così causeremo un bell’incendio! Bella come idea, no!?” Sconcertato dalla grandissima puttanata sparata dal compare, Al pensò: “E per fortuna che nell’introduzione si dice che io sono lo stupido e lui è la mente.” Tuttavia, Al obbedì, fece un piccolo foro sulla cappella del finto cazzetto e lo lanciò stile esca in mezzo alle pescatrici di totani rosa. Quelle, non contente della serata bollente con mezza città (tra cui il nonno di Al e il labrador della signora Chiara La Terra) si avventarono sul contenitore e visto che lo avrebbero perso se lo avessero infilato nella ormai chilometrica passera, decisero di passare al culetto, infiammato. Alla prima penetrazione, la benzina contenuta uscì e provocò una fiammata. La puttanella iniziò a correre ricoperta dalle fiamme e di conseguenza iniziarono a prendere fuoco tutte le altre. Per la città fu una catastrofe: delle puttane incendiarie iniziarono a propagare l’incendio per tutta la città. Il giorno dopo i giornali locali, come titolo centrale, riportarono: “
Annullato party a casa Berlusconi: mancano le patatine per l'aperitivo.”
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